Angelina Jolie è la protagonista di Couture, il nuovo film scritto e diretto da Alice Winocur ambientato nel mondo della moda, di cui viene mostrato il lato più umano e vulnerabile attraverso la storia di alcune donne molto diverse tra loro, i cui percorsi si incrociano a Parigi mentre ognuna di loro si ritrova a un punto di svolta della propria esistenza.
Couture racconta la storia di Maxine Walker, una regista che arriva in Francia per la Settimana della moda per occuparsi della creazione di un corto da usare durante una sfilata. Mentre si prepara per un importante periodo della sua vita, cerca di gestire a distanza il rapporto con la figlia, l’ex marito e le incomprensioni con la troupe, tra cui anche il direttore della fotografia Anton (Louis Garrel), con cui sembra esserci anche una certa attrazione, il suo equilibrio viene stravolto totalmente dalla notizia di un problema medico inaspettato e che richiede un intervento in tempi brevi.
Nella storia sono poi coinvolte la truccatrice Angele (Ella Rumpf), che sogna un futuro come scrittrice, la sarta Christine (Garance Marillier),e l’aspirante modella Ada (Anyier Anei), fuggita dalla guerra in Sudan e che spera di diventare farmacista dopo aver guadagnato abbastanza soldi per mantenere la sua famiglia.

Non tutte le storie sono sviluppate adeguatamente e con le giuste sfumature, ma Winocour riesce a tratteggiare in modo intelligente, e in più momenti emozionante, il dietro le quinte del mondo della moda parigina.
Dei ritratti al femminile, anche per gli ovvi punti di contatto tra la vita personale di Angelina Jolie, è quello di Maxine a sostenere la narrazione e il progetto. La capacità della star di interpretare i momenti di smarrimento, di incertezza e i tentativi di mantenere comunque il controllo infondono al personaggio la capacità di ottenere l’empatia degli spettatori e risultare realistico. L’evoluzione della situazione emotiva di Maxine si riflette bene nel crescendo atmosferico e metaforico, fino a un finale dal forte impatto.
La storia di Ada ha un potenziale non del tutto sfruttato, nonostante la buona performance di Anei, mentre Christine e Angèle restono, purtroppo, dei personaggi secondari e costantemente in ombra.
La fotografia firmata da André Chemetoff contribuisce in modo significativo a ricreare il glamour scintillante, ma non privo di ombre, della settimana della moda e i tumulti emotivi vissuti dalle protagoniste, rendendo l’atmosfera carica di significato pur rimanendo naturale.

Couture è un film che risulta un po’ dispersivo, perdendo l’occasione di concentrarsi maggiormente su un numero ridotto di personaggi, ma che porta sullo schermo un certo livello di onestà ed emotività che rende la visione piacevole e coinvolgente. Angelina Jolie regala una performance di livello, ben valorizzata da Winocour, all’interno di una storia che lascia tuttavia un segno molto labile nella memoria degli spettatori.
