Carice Van Houten, conosciuta dal pubblico internazionale grazie al ruolo di Melisandre in Game of Thrones, torna sul piccolo schermo con un ruolo da protagonista gazie a Red Light, progetto scritto da Esther Gerritsen (Instict) e ambientato nel mondo della prostituzione e dello sfruttamento delle donne.

Evi (Maaike Neuville) è una detective alle prese con crimini terribili e che ogni giorno si lascia alle spalle morti e violenze prima di tornare a casa, dove è una madre e una moglie dal passato complicato. Esther (Halina Reijn) è una cantante lirica che, dopo l’improvvisa morte del padre, scopre che il marito le nasconde molte cose. Sylvia (Carice Van Houten) gestisce infine un bordello nel quartiere a luci rosse di Antwerp vivendo una relazione con il proprietario del locale che da tempo le promette un futuro migliore che non sembra mai realizzarsi. Gli eventi di una notte intrecciano la vita delle tre donne in modo indelebile.

Red Light, serie diretta da Wouter Bouvijn e Anke Blondé, è caratterizzata da un’atmosfera suggestiva che enfatizza gli aspetti drammatici del racconto e le interpretazioni davvero di livello. Dei tre personaggi principali, come prevedibile, è quello affidato a Carice Van Houten che attira l’attenzione e la cattura portando lo spettatore a voler sapere qualcosa in più di questa enigmatica donna che sostiene di non essere vittima, ma subisce dell’evidente violenza emotiva e psicologica. Il sottile confine tra vittima e carnefice è sempre presente e assistere alle lezioni di Sylvia al personale, l’attacco da parte di un cliente e alla reazione del compagno a una notizia che potrebbe cambiare per sempre la loro vita rappresentano due lati della stessa medaglia che mostrano le sfumature di una realtà difficile da rappresentare in modo obiettivo rimanendo alla giusta distanza dalle scelte dei protagonisti e degli eventi.

La sceneggiatura dei primi due episodi delinea in modo interessante anche le altre due figure femminili al centro del racconto, dando spazio anche alla brutale violenza e allo squallore che contraddistingue la vita di chi si mantiene vendendo il proprio corpo.
Nonostante gli episodi non siano privi di passaggi sopra le righe o non del tutto motivati dal punto di vista narrativo, l’esordio di Red Light mantiene alta l’attenzione e colpisce in modo efficace dal punto di vista emotivo, lasciando la curiosità di scoprire come proseguirà la storia delle tre donne.