Una comunità apparentemente all’insegna dell’agricoltura biologica e dell’accoglienza nei confronti dei giovani in difficoltà potrebbe nascondere attività criminali e segreti oscuri, e la serie Partisan, presentata in concorso a Canneseries 2020, sviluppa questi spunti narrativi nelle prime due puntate costruendo bene l’atmosfera, pur suscitando qualche perplessità dal punto di vista della costruzione del racconto.
La storia si svolge nell’apparentemente idilliaca area di Jordnära, una comunità privata che ha un fiorente commercio di prodotti agricoli. Johnny (Fares Fares) arriva con il compito di essere uno dei nuovi camionisti, ricevendo inoltre il compito di accompagnare in questo mondo Nicole (Sofia Karemyr) e Maria (Ulvali Rurling), due giovani dalla vita complicata e che sperano di trovare un po’ di pace ed equilibrio in questo nuovo gruppo. Johnny, tuttavia, potrebbe avere dei segreti che non ha ancora rivelato e dei motivi che verranno svelati puntata dopo puntata.

Partisan costruisce bene il contrasto tra l’immagine apparentemente perfetta che circonda la comunità e alcuni dettagli disturbanti che mettono in dubbio i veri scopi di questo gruppo quasi in stile setta.
Le prime due puntate sfruttano con intelligenza le differenze tra Nicole e Maria, che reagiscono in modo quasi opposto all’arrivo a Jordnära, e all’atteggiamento di Johnny, fin dalle prime scene evidentemente impegnato a nascondere qualcosa.
Le interpretazioni dell’intero cast sono convincenti, tuttavia elementi come le attività fisiche tra i giovani o i comportamenti di alcuni personaggi secondari non vengono spiegati in modo adeguato, sembrando così dei semplici stereotipi legati alle organizzazioni in stile setta.

I due episodi gettano comunque delle basi interessanti per lo sviluppo del racconto, come le dinamiche che si creano rapidamente grazie all’arrivo di una teenager dalla personalità ribelle e poco interessata a lasciarsi manipolare, e ai primi dettagli che approfondiscono la vita di Johnny interpretato con convizione da Fares, recentemente apparso anche in show di successo come Westworld e Tyrant.
La serie creata da Amir Chamdin, in base alle prime due puntate, possiede del potenziale interessante che potrebbe dare vita a un progetto in grado di lasciare il segno, ma il rischio che gli autori non siano riusciti a mantenere le redini dei tanti elementi a disposizione è concreto e bisognerà attendere per capire se le interpretazioni dei protagonisti saranno sostenute da uno script in grado di valorizzarle.